La nicchia - numero 116 - Disarcionati dall'assoluto

2026-03-08 23:38

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Rivista letteraria,

La nicchia - numero 116 - Disarcionati dall'assoluto

Risplende l’ultimo libro di poesie di Marina Cvetaeva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un mondo senza fede, pieno di pericolo, in un mondo quasi più senza fede, risplende l’ultimo libro di poesie di Marina Cvetaeva, edito dalle edizioni Magog. S’intitola Preghiere, ed è come un dono che cade a precipizio nelle tasche del nulla per ingolfare con nuovo linguaggio le tenebre di luce.

 

Le poesie (alcune delle quali inedite, sottolinea Davide Brullo), sono come grani da sgranare; gesto ormai dimenticato quanto propizio.

 

Ma i versi non sono docili o mediocri. Questi versi assomigliano piuttosto a rosari antichi, splendenti di pietre preziose, sfoggiati inginocchiati al freddo delle chiese buie. Quando tutto aveva un senso. Quando i valori erano pregni del loro significato. Quando una parola data era una parola data. E le prediche in chiesa erano toccanti scintille.

 

Ma oggi come allora, la realtà della ferocia non dà tregua a nessuno. La ferocia è un inciampo per il poeta come per il fanciullo, per la madre come per il padre.

Non si è mai tranquilli. Si è disarcionati persino dall’assoluto.

(Giorgio Anelli)

 

 

“Al mio petto,

Bambino, aggrappati:

Nascere è cader nel tempoˮ

 

 

Dio

 

3.

Oh, non legatelo

Ai vostri simboli e pesantezze!

Egli passa per il più piccolo foro

Come un agile acrobata…

 

Attraverso i ponti girevoli e

Con gli uccelli migratori,

Per i pali del telegrafo

Dio - se ne va via da noi.

 

Oh, non educatelo

Alla stanzialità e alla sorte!

Nella poltiglia stagna dei sentimenti

Egli è il grigio banco di ghiaccio del disgelo.

 

Oh, non trattenetelo!

Nel domestico sottovaso

Dio - come la begonia di casa

Alla finestra non fiorisce!

 

Tutti sotto il tetto a volta

Attendevano la chiamata e l’artefice.

E poeti e aviatori -

Tutti hanno disperato.

 

Perché egli corre - è movimento.

Perché il grande libro

Delle stelle, dalla A alla Z,

È solo la scia del suo mantello!

 

5 ottobre 1922

 

Marina Cvetaeva

 

Giorgio Anelli

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