Di là dal vetro non smette di guardarmi un corpo
ancora giovane negli anni ma già spento,
perseguitato, solo. Non bastano i ricordi
quando si cambia così profondamente
da non riuscire più a capirne il senso
così corrotto, così perso, devastato
fino nelle viscere, nel ventre. Si cerca di tenere
fermi i cocci, rifugiarsi in mille gesti quotidiani,
accendere la radio, la televisione, non restare soli
con se stessi, non affrontare i mostri. Così nel viale
sotto casa incontri tutta questa gente:
chi è ormai sconfitto e quelli che continuano a spostare
e tendono le dita, restano in attesa con i polsi,
espongono le vene e fanno. Finché potranno, fanno.
Matteo Fantuzzi
Frammento da “La stazione di Bologna” (Feltrinelli, 2017)
